DUE PASSI NELLA STORIA – TREKKING FOR FAMILY

“È stupefacente quanto sia importante per tutti noi il primo incontro con la storia, capace com’è di farcene innamorare o farcela odiare per sempre, e quanto poco sia studiato, quanto poco gli stessi storici se ne siano occupati, lasciando inesplorato un tema così importante: i modi in cui gli adulti selezionano e propongono ai bambini una narrazione del passato, in altre parole le caratteristiche della cultura storica che una generazione trasmette a quella successiva. Raccontare il passato ai bambini è un’operazione di importanza fondamentale per le sue innumerevoli implicazioni ideologiche e politiche, tra cui la trasmissione della conoscenza storica, la costruzione di una memoria collettiva, la definizione di identità locali, nazionali o sovranazionali, la formazione di un senso di sé come individui, la stessa concezione della storia che, spesso implicitamente, ne sta alla base.” (Tasca)

Una giornata da passare con la famiglia tra natura e storia e tanto divertimento.

LA LEGGENDA DELLE CASTAGNE

La Castagna

C’è un frutto rotondetto,
di farina ne ha un sacchetto:
se lo mangi non si lagna,
questo frutto è la castagna.
La castagna in acqua cotta
prende il nome di ballotta.
Arrostita e profumata
prende il nome di bruciata.
Se la macino è farina:
dolce, fina, leggerina:
se la impasto che ne faccio?
Un fragrante castagnaccio. (Gianni Rodari)

 

DALLE VIGNE AL BUON VINO

Il vino è poesia imbottigliata. (Robert Louis Balfour Stevenson)

La campagna toscana. Pura meraviglia, colori nitidi e contorni netti, vigne a perdita d’occhio. Camminare in questa meraviglia riempie gli occhi e il cuore di puro incanto.
E poi il vino dal sapore che avvolge tutta la bocca con grande eleganza ma con un tannino ruvido che vuole ricordare il suo stretto legame con la terra.

LA MAGIA DELLE CASTAGNE

Che voglia di castagne e profumi di bosco e luce che filtra tra i rami e una casa calda che ti aspetta in fondo alla strada.
(Fabrizio Caramagna)

 

Il sentiero del Gladiatore – VITALETA

“La campagna toscana è stata costruita come un’opera d’arte da un popolo raffinato, quello stesso che ordinava nel ‘400 ai suoi pittori dipinti ed affreschi: è questa la caratteristica, il tratto principale calato nel corso dei secoli nel disegno dei campi, nell’architettura delle case toscane. È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza.”
(Henri Desplanques)

Camminando immersi nella infinita bellezza del paesaggio della Val d’Orcia per poi ammirare il meraviglioso scenario della Cappella della Madonna di Vitaleta, un piccolo gioiello incorniciato tra due filari di cipressi.

BAGNO DI FORESTA AL CASTELLO DI SASSOFORTE

“I castelli sono foreste di pietra” (cit.)

In giapponese si chiama shinrin-yoku e letteralmente significa “bagno nella foresta“, nel senso di immergersi tra gli alberi di un bosco, respirarne l’atmosfera, vivere il contatto diretto con la natura.
Un viaggio nel tempo e nel bosco che ci potrà rigenerare nel corpo e nell’anima.

Il SACRO EREMO E IL MONTE PENNA

«Non est in toto sanctior orbe mons» (Non vi è al mondo monte più santo).
E non c’è frase più calzante di questa per provare a balbettare qualcosa sul Santo Monte della Verna.
Santità fondata sulla roccia. Ferma, fredda, immensa.
Per arrivare alla Verna bisogna salire. Ma quando metti piede sul piazzale ringrazi subito della fatica fatta. Un luogo prezioso, unico. Una volta arrivati in cima c’è solo il silenzio dell’ammirazione.
Il santuario della Verna si trova sull’Appennino Toscano. Il monte, ricoperto da una monumentale foresta di faggi e abeti, è visibile da tutto il Casentino e dall’alta Val Tiberina ed ha una forma inconfondibile con la sua vetta (m 1283) tagliata a picco da tre parti. Sopra la roccia ed avvolto dalla foresta si trova il grande complesso del Santuario che dentro la sua massiccia ed articolata architettura custodisce numerosi tesori di spiritualità, arte, cultura e storia.

 

CASTIGLION CHE DIO SOL SA

Degli antichi castelli mi incuriosisce la vita che hanno visto passare e che in parte trattengono ancora.
Chissà quanti sogni sono rimasti sulle torri.
(Fabrizio Caramagna)