ROCCHETTE DI FAZIO E LE STRETTE DELL’ALBEGNA

Le origini di un fiume sono sempre misteriose. Le sorgenti e le falde seguono vie segrete, leggi non comprensibili di avvicinamento. Si raccolgono nelle viscere di una montagna, si richiamano negli abissi secondo un linguaggio che nessuno comprende e poi – all’improvviso – sgorgano alla luce dando origine a un fiume.
(Fabrizio Caramagna)

Partiremo dal piccolo borgo di Rocchette di Fazio, un suggestivo e piccolo borgo medievale del Monte Amiata, situato nel comune di Semproniano, arroccato su una rupe a strapiombo sulle valli del fiume Albegna e circondato da una natura incontaminata.

Legato all’ordine dei Cavalieri Templari, è un paese ricco di storia e leggende millenarie. Esisteva probabilmente già prima dell’anno mille, ma prese il nome di Rocchette di Fazio solo dopo il 1291, quando il “Signore delle Rocchette” era Bonifazio Cacciaconti detto Fazio.

Prenderemo poi il sentiero che ci porterà alle strette dell’Albegna. Il fiume a causa della natura calcarea dei suoli e dell’opera millenaria delle acque, hanno creato stretti orridi di rara bellezza con meravigliosi pinnacoli, lame di roccia ed anfratti, intervallati da lembi di una rigogliosa vegetazione rupicola.

Qui potremo fare un bagno nelle fresche acque, godere del paesaggio mozzafiato e fare pranzo per poi rientrare a Rocchette di Fazio e concludere la nostra escursione.

VITOZZA, LA CITTA’ DI PIETRA, LA MATERA TOSCANA

Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri.
(San Bernardo)

Fatevi rapire dalle bellezze di una natura incontaminata che avvolge la storia e la culla in un alone di mistero che circonda queso luogo senza tempo dove la pietra vive e quasi i parla…Questa è Vitozza, la città di Pietra.

SULLE TRACCE DI DAVID LAZZARETTI Aperi-Trek Al tramonto sul Monte Labro

La Maremma in quella parte a nord è dura e selvaggia mentre si aggrappa ai monti che vanno verso l’Amiata. Sullo sfondo il mare, quello del grossetano, della malaria, dei canti popolari di nostalgia e di lavoro: era là che gli uomini delle montagne erano costretti a migrare stagionalmente come braccianti, salariati e avventizi per la raccolta dei fieni e del grano o per prestare la loro opera come terratichieri per poter campare. E là, al di sopra dei boschi, si staglia, nudo di roccia grigiastra, il Monte Labro (o Labbro).

Lo scelse David Lazzaretti per costruirci la “sua nuova chiesa”.

ANELLO NELLA FAGGETA DEL MONTE AMIATA

“E dentro alla foresta vado a perdere la mia mente e a trovare la mia anima – And into the forest I go, to lose my mind and find my soul.” (John Muir)

Un’esperienza unica che ci aiuterà a ritornare in armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda.